CHIESA MADONNA DEL PARE'
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CHIESA MADONNA DEL PARE'
CHIESA MADONNA DEL PARE'
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CHIESA MADONNA DEL PARE'
LE TRE CROCI
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LE TRE CROCI
CHIESA MADONNA DEL PARE'
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CHIESA MADONNA DEL PARE'
IL SENTIERO
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IL SENTIERO
CAPITELLO (prima del restauro)
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CAPITELLO (prima del restauro)
CAPITELLO (prima del restauro)
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CAPITELLO (prima del restauro)
CAPITELLO (prima del restauro) con visibile la scritta Fraz. di Gjaon
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CAPITELLO (prima del restauro) con visibile la scritta Fraz. di Gjaon
CAPITELLO (prima del restauro) INTERNO
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CAPITELLO (prima del restauro) INTERNO
CAPITELLO (prima del restauro) INTERNO
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CAPITELLO (prima del restauro) INTERNO
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CARTOLINA %28fronte retro%29
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CARTOLINA %28fronte retro%29

MADONNA PARE' - LIMANA

La singolare denominazione del piccolo santuario trae origine da una contrazione dialettale della locuzione latina "dei parens", cioè "genitrice di Dio". Nei secoli passati, la località fu frequentata da alcuni eremiti; in particolare, le fonti storiche ricordano un certo Giacomo Tison, vissuto, intorno alla metà del XIX secolo, in una misera celletta costruita accanto alla chiesa. La presenza di simili personaggi, venerati dalla popolazione per il loro ascetico stile di vita, ha ispirato anche uno strano racconto, sospeso fra leggenda e realtà.
Il protagonista è un non meglio precisato eremita del luogo, che avrebbe intrapreso un pellegrinaggio a piedi in Terra Santa. Dopo quattordici anni di viaggio, rientrò a Madonna Parè, ma ebbe la sgradita sorpresa di trovare il suo tugurio occupato da un secondo eremita, che rifiutò ogni possibile forma di convivenza, costringendo il primo a partire nuovamente, senza mai più dare alcuna notizia di sé. La chiesa era già esistente nel 1519, ma solo a partire dal XVII secolo, grazie alle relazioni delle prime visite pastorali, è possibile conoscere qualche particolare sul suo aspetto: le pareti erano affrescate, il soffitto presentava le capriate a vista e l'unico altare era provvisto di una pala antica. Forse a causa della lontananza dai centri abitati, l'edificio non era oggetto di frequenti cure e le conseguenze di tale oblio si ripercuotevano negativamente sullo stato di conservazione. Nel 1842 la chiesa venne finalmente restaurata ed ingrandita, assumendo l'attuale aspetto. A conclusione di questi lavori il pittore bellunese Girolamo Moech (1792-1857) realizzò la decorazione a tempera della navata e del presbiterio. La pala dell'altare fu dipinta nel 1776 dal longevo Antonio Gabrieli (1694-1789), seguace provinciale dei fratelli Guardi. Solo però nella primavera del 2004 la piccola e preziosa chiesetta dopo impegnativi e accurati restauri a cura della Parrocchia, riporta alla luce la sua storia più affascinante...
* "...Vi serverà le più belle sorprese nel corso della visita che farete di persona al santuario: una visione del tutto inedita della struttura più antica degli inizi del Mille agli affreschi del Cinquecento, dalle pitture dell'Ottocento a quelle del Novecento: una lunga cavalcata di secoli che Limana mai avrebbe immaginato; un percorso affascinante..." e che anche lo scrittore Bellunese sarebbe stato felice di poter oggi ammirare.
Nei tempi passati il santuario era meta di pellegrini che provenivano da tutto il territorio limanese, ma anche dalla città di Belluno e da molte altre località vicine. L'affluenza dei fedeli si manifestava soprattutto in occasione della festa liturgica della Madonna di Parè (2 luglio). ma in seguito alla realizzazione del sentiero della Via Crucis, si estese al periodo quaresimale, concentrandosi particolarmente durante la Settimana Santa.

(dal sito COMUNE DI LIMANA)

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